Il mio partito non smette di deludermi…

Il mio partito non smette di deludermi…

Sono sconcertato per il comportamento del mio segretario, che, bello bello, inciucia con Alfano e Casini per un accordo sui rimborsi elettorali, dopo gli scandali della Lega e della Margherita. Subito si è trovata un’intesa tra i tre… facile quando non si riduce di un euro l’imponente esborso a nostro danno. Nell’accordo si parla solo di trasparenza, di bilanci controllati dalla Corte dei Conti, di bilanci pubblicati su internet, e null’altro.

Mentre il paese attraversa la peggior crisi finanziaria della sua storia, la classe dirigente del pd, perde anche questa occasione per dimostrarsi vicina al suo elettorato. Antonio Misiani, il tesoriere del PD, nell’intervista concessa al Fatto Quotidiano dichiara che senza i rimborsi elettorali i partiti chiuderebbero e spiega come i soldi dei rimborsi siano vitali per un partito. Micromega Bergamo, di rimando, pubblica un articolo in cui Rocco Gargano e Roberto Trussardi commentano le dichiarazioni del tesoriere con il bilancio del PD alla mano. Se ne leggono di belle.

Qualcuno dovrebbe dire a Misiani, a muso duro, che anche le aziende e le famiglie sono a rischio “chiusura” , però nessuno si è fatto scrupolo a tagliare pensioni e ad aumentare le tasse.

Altra delusione è il nostro atteggiamento per quanto riguarda la riforma del lavoro e il tanto discusso articolo 18: dicono di averlo difeso…. Sì, a spiegarci che non è vero, anzi che è una presa in giro, ci pensa il magistrato Bruno Tinti nel suo blog .

Il giudice potrà reintegrare il licenziato solo quando, da subito, senza indagini, senza prove, “manifestamente ”, è sicuro che il motivo economico non sussiste. Se invece dubita, se per decidere deve acquisire prove, non ci sarà reintegro ma, al suo posto, un magro’indennizzo. Le conseguenze? 1)il reintegro per motivi economici non ci sarà mai; 2) i giudici saranno in un mare di guano perché, in alcuni casi, l’insussistenza del motivo economico ci sarà ma l’istruttoria va fatta. Se la fa, addio reintegro, 3)a seconda dell’interpretazione che il giudice darà del concetto “manifesta insussistenza” gli diranno che è uno sporco comunista o uno sporco capitalista”.

Ultimo motivo del mio disamore per il mio partito è quanto sta accadendo in Assemblea capitolina. Invece di appoggiare una politica di rigore, i consiglieri comunali del PD appoggiano la giunta Alemanno nel metodo di spartizione tra partiti, votando a favore dell’aumento di capitale e dell’ampliamento del CdA di ben tre società capitoline: Roma Metropolitane, Aequa Roma e Risorse per Roma.

Questo ha provocato una profonda spaccatura nel partito: mentre una parte dvuole che si esca dai CdA delle aziende romane, chi è seduto sulla sua poltroncina fa orecchie da mercante. Mentre una parte del PD accusa, giustamente, il sindaco di usare per scopi elettorali le aziende municipali, un’altra non si fa scupoli quando bisogna spartirsi qualcosa.

Mentre loro litigano, c’è sempre qualcuno che ci guadagna… tranne i romani.

In fine cattive notizie anche dalle altre regioni. A Pistoia in 139 hanno annunciato la decisione di lasciare il partito dopo i ‘veleni’ delle primarie per il candidato sindaco.

In un comunicato denunciano ”il comportamento del segretario comunale Paolo Bruni e del segretario provinciale Marco Niccolai, ripetutamente mancati al loro ruolo di garanti e di coordinatori dell’intero partito e assolventi con programmatica continuità e crescente spudoratezza, almeno a partire dallo scorso autunno, una funzione di salvaguardia unilaterale degli interessi, per lo più personali, di alcune figure di spicco della maggioranza del Partito”.

Poveri noi!

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5 risposte a Il mio partito non smette di deludermi…

  1. Pingback: Meno male che il PD c’è | Io e la mia città

  2. A fronte dell’incazzatura montante tra i cittadini e la base del partito, Bersani ha avvertito l’aria che tirava e ha appena annunciato una proposta di legge di modifica del sistema dei rimborsi elettorali, in vista del loro dimezzamento. Con buona pace della mediocre proposta firmata ABC che difendeva a spada tratta fino a qualche minuto prima.
    Roba che fino alla settimana scorsa veniva bollata come “demagogica” e “populista”, un doppio salto carpiato compiuto senza manco arrossire o chiedere scusa.
    Una scena gia’ vista, in occasione degli ultimi referendum: per non farsi sorpassare dalla base, la direzione nazionale si rimette al passo della societa’. L’ennesima opportunita’ di autocertificare la propria inutilita’. E un motivo in piu’ da dare agli indecisi per non votare questo partito.

    • Io, Lorenzo, in questo cambio di direzione , vedo una grande vitalità della base che riesce a influenzare la classe dirigente. Certo sono da migliorare i tempi di reazione ma questo avverrà quando riusciremo a rinnovare tutte le prime e seconde linee

  3. Confermi pero’ che questa non e’ una classe dirigente: una direzione che solo alla fine segue la propria base, da cui e’ evidentemente scollegata, non serve a nulla, e attesta la propria inutilita’, oltre che inefficenza.

  4. Certo Lorenzo, la classe dirigente di questo Paese, non solo del PD, è inadeguata alle sfide attuali.

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